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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Pino Romeo (del 22/04/2010 @ 16:20:34, in Piccoli amici, linkato 79 volte)

MANIFESTAZIONE PICCOLI AMICI 2002 A CAIRO MONTENOTTE – DOMENICA 18 APRILE


Un meritatissimo e scrosciante applauso ai nostri Piccoli Amici che si sono comportati “alla grande” domenica 18 u.s. durante la manifestazione di categoria con la partecipazione di 26 squadre provenienti dalla Liguria e dal Piemonte in quel di Cairo Montenotte.

È stato molto bello e istruttivo confrontarsi sul piano tecnico-sportivo con squadre composte da bambini che non incontriamo molto spesso e che vengono da altre realtà calcistiche.

La manifestazione è stata bella e lunga ma ci lascia un bel ricordo di una giornata spesa bene.

Dopo qualche difficoltà iniziale, superata con volontà, e un pizzico di … fortuna peraltro meritata, i nostri “Samurai” sono andati sempre in crescendo terminando imbattuti e con un solo gol subito. Emozionante l'ultimo incontro con il Pro-Settimo terminato a reti inviolate ma ricco di spunti tecnici ed agonistici ed alla fine le due squadre hanno terminato la manifestazione accomunati nell'applauso congiunto di tutti i bambini e adulti presenti.

Il mister e i genitori al seguito sono rimasti soddisfatti non solo per il risultato del campo ma soprattutto per il comportamento sportivo tenuto da tutti i componenti del gruppo.

BRAVI TUTTI!!!



 
Di Antonio Bianco (del 22/04/2009 @ 20:31:05, in Piccoli amici, linkato 86 volte)
Quest'oggi sul nostro campo Oliva i Piccoli Amici del Finale, Cerialecisano e dei nostri colori, hanno dato vita ad un pomeriggio di calcio all'insegna della serenità e del divertimento.
Illuminati da un sole che comincia a farsi strada dopo un inverno cupo, i bambini di età compresa tra i 5 ed i 7 anni, si sono impegnati a fondo nelle mini partite disputate sui campi disegnati dal "geometra" Guido Fruzzetti (il mago dei cinesini) e non è mancato anche un certo e sano "agonismo".
Molti i gol realizzati, si intravedono anche le prime bozze di trame di gioco, ma non chiedetemi i risultati, se non quello di avere visto una volta ancora dei bambini che giocano a calcio in un clima sereno.


picam
 
Di Pino Romeo (del 17/09/2008 @ 20:35:51, in Piccoli amici, linkato 114 volte)

AVETE DAI 5 A 7 ANNI?

VOLETE PROVARE A GIOCARE A CALCIO CON NOI?

NON SIATE TIMIDI!!!

VENITE A TROVARCI!!!!!

PROVEREMO A DIVERTIRCI INSIEME.

Ciao da Pino


 
Di Pino Romeo (del 14/05/2007 @ 18:05:08, in Piccoli amici, linkato 254 volte)
SABATO 12 E DOMENICA 13 MAGGIO, sul prato verde del campo di Cisano e di fronte ad un folto pubblico si è svolta la manifestazione per i Piccoli Amici organizzata dalla Polisportiva Cisano 2000.I nostri piccoli atleti hanno ben figurato con i loro pari età dando vita a leali e combattute partitine e sempre sostenuti dal grande tifo da stadio “Maracanà” da parte dei numerosi e vocianti genitori che hanno gremito le gradinate della tribuna. Grazie a tutti i bimbi partecipanti e ci dispiace per gli assenti anche se erano ampiamente giustificati. Grazie anche a tutti i genitori che ci hanno seguito ed a Luca & Alessandro che insieme al sottoscritto hanno assistito e consigliato da bordo campo i nostri futuri calciatori con la giusta passione, pazienza e cortesia. Ciao, Pino Romeo.
 
Di Pino Romeo (del 03/05/2007 @ 18:44:26, in Piccoli amici, linkato 138 volte)

Il giorno 01 maggio u.s. è andata in scena sul prato del campo sportivo comunale “ C. Oliva ” di Borghetto S.S. la manifestazione per Piccoli Amici:

 “ Giochiamo Insieme “

10 formazioni ( 100 bambini e forse più) hanno dato vita , in un bel pomeriggio di sole e di festa, a un campionato di … gioco semplice, spontaneo e genuino.

Tutti hanno giocato con tutti e NON contro!!!

Alla fine della … “maratona” ha vinto:

Sua Maestà IL GIOCO!!!!

GRAZIE ai Genitori, bambini, arbitri, allenatori, dirigenti, parenti, personale della cucina e del bar, custode del campo ….. a TUTTI!!!

 

                                                              

 
 
 
 
 

 
Di Pino Romeo (del 18/01/2007 @ 18:00:00, in Piccoli amici, linkato 208 volte)
PICCOLI AMICI APPROCCIO PSICOLOGICO
Ben il 49% dei bambini dai 6 ai 10 anni e il 10,3% di quelli della classe da 3 a 5 anni giocano a calcio con continuità (Istat 2002). Questi dati stanno ad indicare che all'inizio della scuola elementare i bambini scelgono in larga parte di praticare questo sport. E' quindi una grande responsabilità quella degli operatori sportivi che lavorano nel calcio, poiché circa la metà dei bambini italiani s'iscrivono a una delle loro scuole.
Il calcio richiede ai bambini un particolare impegno cognitivo e necessita della capacità di comprendere il punto di vista dell'altro. Infatti, il processo di anticipazione motoria si basa proprio sull'abilità di saper prevedere ciò che il nostro avversario sta per fare e i bambini di questa età hanno difficoltà ad assumere questo punto di vista. D'altra parte, l'uso di questa abilità è necessario in uno sport di squadra che coinvolge molti giocatori che devono agire insieme, servendosi di una strategia comune di risposta alle azioni degli avversari.
Le difficoltà dei bambini sino agli 8 anni sono evidenti a qualsiasi osservatore a bordo campo, quando li si vede inseguire tutti la palla, scordandosi invece i ruoli che gli erano stati attribuiti in precedenza. Le ricerche hanno confermato che l'abilità di comprendere la prospettiva altrui si afferma in maniera completa tra gli 8 e i 10 anni. In relazione a questa competenza, una possibile ragione di abbandono dall'attività calcistica si presenta nei casi in cui gli allenatori e i genitori si aspettano dai bambini più di quanto gli è consentito dal loro sviluppo cognitivo. In questo tipo di situazioni i bambini possono sperimentare una notevole frustrazione e sentirsi non apprezzati e capiti dagli adulti, che richiedono loro di svolgere dei compiti superiori alle loro capacità attuali. In alternativa, genitori e allenatori non dovrebbero preoccuparsi se i bambini si comportano come le api che corrono tutte dietro il miele ma dovrebbero stimolare l'entusiasmo dei bambini e il piacere che traggono dal movimento.
Un altro aspetto cognitivo importante riguarda la comprensione, da parte dei bambini, delle cause dei risultati delle azioni. In altre parole a cosa attribuiscono, ad esempio, il prevalere di una squadra sull'altra oppure a cosa attribuiscono la maggiore competenza di un compagno rispetto agli altri? Da adulti siamo consapevoli che successi/insuccessi possono derivare da più aspetti diversi (ad esempio, l'impegno, la fortuna, l'abilità personale, la difficoltà dei compiti da svolgere o la competenza degli altri) ma per i bambini questo pensiero rappresenta un punto di arrivo che in prima e seconda elementare non possiedono. La ricerca ha evidenziato che sino a 10-12 anni i giovani non sanno distinguere con esattezza fra questi diversi fattori quelli che in una singola prestazione hanno determinato il successo della loro squadra o la qualità della loro prestazione.
Infatti, inizialmente i bambini sono attratti essenzialmente dall'eccitazione che trasmette la pratica sportiva e solo in seguito sviluppano una concezione più complessa del gioco. A questo riguardo basta pensare che già a partire dall'età di 5 anni i bambini iniziano a confrontare le loro abilità con quelle dei compagni ma che sin quasi all'adolescenza è molto scarsa la correlazione fra la percezione dei bambini delle loro competenze e la valutazione delle loro reali capacità eseguita dagli allenatori.
Gli adulti svolgono pertanto un ruolo fondamentale nel mantenere costante l'interesse dei bambini verso il gioco del calcio. Come in ogni altra situazione nuova, la fase d'inizio dell'attività è importante perché rivela come sarà l'organizzazione futura. Quindi, l'attività deve essere tale da coinvolgere in maniera intensa i bambini, così da soddisfare il loro desiderio di movimento, di divertimento, di varietà e di stare insieme ad altri coetanei. Non bisogna annoiarli con spiegazioni troppo lunghe su quello che è consentito fare e su ciò che va evitato. Devono essere fornite poche regole semplici, specifiche ed espresse in maniera diretta e che vanno fatte rispettare con fermezza e in maniera pacata.
In questa fascia di età i bambini tendono a considerare l'abilità sportiva come risultato dell'impegno e spesso i bambini non s'impegnano perché sanno di non saper fare. Per tutti gli adulti che sono a contatto con questi giovanissimi calciatori è importante che, per prima cosa, rinforzino il loro impegno. Questo anche perché la maggior parte dei bambini è entusiasta di giocare con altri compagni e ha piacere di correre dietro la palla, questa passione per il gioco va sostenuta e va apprezzata. In questo clima positivo anche i bambini più insicuri e meno aperti tendono ad acquisire fiducia nell'istruttore, vogliono imitare gli altri compagni più estroversi che si divertono sicuramente di più e sanno che non verranno rimproverati per un errore tecnico. Quindi possono provarci anche loro, alcuni lo faranno più timidamente prendendo delle iniziative in maniera graduale mentre altri, invece, potranno dare l'impressione di essere esplosi e di non saper regolare questa loro energia fisica, che un po' per volta impareranno a controllare. In questo contesto l'allenatore dovrà premiare i miglioramenti, fare le opportune correzioni tecniche e rinforzare l'impegno, mentre le altre figure adulte dall'accompagnatore ai genitori dovranno essenzialmente sostenere con il loro appoggio emotivo l'impegno dei bambini. Non dovranno invece entrare nel merito dei fatti tecnici, ma trasmettere ai loro figli che sono contenti perché si divertono, perché giocano su un prato all'aria aperta, perché conoscono nuovi amici. Viceversa dovranno preoccuparsi se i loro figli non si divertono o se non hanno voglia di tornare la prossima volta. Soprattutto da bordo campo non dovranno soffermarsi ad osservare se il loro figlio sbaglia o fa giusto, ma se interagisce con gli amici, se ascolta l'istruttore quando parla, se mostra energia e corre, se si isola o sta in mezzo agli altri e così via.
E' abituale che nelle società sportive i genitori partecipino alla vita di queste organizzazioni e spesso alcuni ricoprono il ruolo di accompagnatori. Questo ruolo dovrebbe permettere una migliore conoscenza degli stessi bambini e tra il gruppo dei genitori e l'istruttore. Quindi l'accompagnatore, stando più a contatto con i bambini rispetto agli altri genitori, dovrebbe essere un persona in grado di percepire gli umori del gruppo e dei singoli, dovrebbe far rispettare le regole al di fuori dal campo di gioco, dovrebbe essere una persona che trasmette buon umore ed entusiasmo. L'accompagnatore non deve essere una persona di buona volontà che si presta solo a fare da autista, in quella funzione svolge un ruolo di educatore e come tale deve comportarsi. Pertanto, la società sportiva deve dire in maniera esplicita cosa si aspetta da chi ricopre questo ruolo e che cosa non dovrà fare, ad esempio, intervenire sugli aspetti tecnici dell'attività che sono di competenza dell'allenatore.
Trattandosi di bambini relativamente piccoli (6-7 anni) e che magari per la prima volta svolgono un'attività al di fuori di quella scolastica o di quelle effettuate con i genitori, vi sono degli aspetti della vita sportiva che richiedono maggiore attenzione rispetto ai giovani di età superiore. Ad esempio, nello spogliatoio devono stare tutti insieme da soli, oppure solo con l'istruttore oppure con i genitori? La questione è collegata al loro livello di autonomia personale (il disordine incredibile che si crea se un gruppo numeroso di bambini si spoglia per rivestirsi, oppure la doccia la devono fare da soli o assistiti da qualche adulto?). Abitualmente i bambini di questa età non stanno da soli: nelle scuole elementari i bambini mangiano con la presenza delle maestre. Negli spogliatoi ci dovrebbero stare i genitori con l'obiettivo d'insegnar loro a vestirsi rapidamente a fare la doccia e rimettere la tenuta sportiva nella borsa. Se questo non è possibile, la soluzione potrebbe essere quella di avere l'istruttore che segue inizialmente i bambini e 2/3 genitori che lo assistono, ad esempio per asciugare i capelli o per altre evenienza. Questo servirebbe anche a rassicurare i genitori che lo spogliatoio è un ambiente sano. L'obiettivo da raggiungere resta comunque quello di giungere a lasciare i bambini da soli.
Infine voglio lasciare un ultimo spazio per le bambine, sono ancora pochissime nel nostro paese, mentre in altri sono milioni. Come fare per avvicinarle al calcio, forse per cominciare basterebbe parlarne nelle scuole e ai genitori dei figli maschi che giocano a calcio. Non sono certamente le bambine a non voler giocare a calcio, sono gli adulti che non lo permettono.
Alberto Cei - Componente Commissione Cultura e Formazione del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC
 
 
 
 
Di Sergio Guarisco (del 03/06/2006 @ 21:43:34, in Piccoli amici, linkato 272 volte)

Torneo di Pietra Ligure

Complimenti ai ragazzi che dopo l'ottima prestazione al torneo di Cisano si sono riconfermati al torneo di Pietra Ligure.

Con unità di squadra e grande volontà, sono riusciti a prevalere in quattro partite su cinque disputate, grazie anche a giocate collettive, in una categoria dove prevale ancora l'egocentrismo del piccolo giocatore.

Bravi ragazzi, ora chiudiamo la stagione divertendoci ancora una volta nell'ultimo toneo di questa annata che si terrà a Loano il 10 e 11 Giugno.

Grazie anche a tutte le mamme dei bambini delle annate 97-98-99-2000 che con le loro torte e prelibatezze hanno allietato la festa di fine stagione che si è svolta il 31 Maggio.

Firmato

Gli allenatori.

 
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