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Tratto dal Notiziario n.5/2006 del Settore Tecnico.
Da molti anni si pone l’accento su un calo della qualità tecnica dei nostri calciatori; il campionato più bello del mondo ha perso il suo fascino estetico, in Europa. L’accusa mossa al nostro calcio vede coinvolta la gestione didattica nella formazione tecnica del giovane calciatore; si individua una carente attenzione nell’insegnamento del gesto tecnico a favore di un addestramento tattico già troppo presente nelle fasce di avviamento. Questa analisi, seppur fondamentalmente corretta, ci sembra banalizzare e semplificare troppo il problema; l’impoverimento della quota tecnica nelle nostre generazioni è determinata da fattori che possiamo chiamare interni ed esterni alla prestazione calcistica.
Fattori interni:
- maggiore velocità nel gioco;
- elevati tatticismi già a livello di fasce giovanili;
- eccessiva importanza data al risultato.
Fattori esterni:
- mancanza di spazi di gioco sui quali esercitarsi (strada, oratorio ecc.);
- meno tempo disponibile per giocare e esercitarsi in forma spontanea;
- criteri di selezione che favoriscono gli aspetti fisici;
- meno spazio nell’allenamento alla formazione tecnica a favore dell’addestramento tattico;
- dimensione e spazi di gioco inadeguati (nelle categorie dell’attività di base).
Proviamo ora ad indagare su quali possano essere i rimedi per rallentare il costante impoverimento tecnico, analizzando i fattori che secondo la nostra analisi determinano una contrazione della quota tecnica.
Maggiore velocità nel gioco determina:
1. evoluzione dei sistemi di allenamento e maggiori disponibilità individuali alla performance atletica;
2. minori e limitati spazi di gioco determinati da una evoluzione degli aspetti tattici (pressing, squadre corte, fuorigioco ecc.) che limitano il tempo disponibile alle giocate. Per quanto riguarda il punto 1, possiamo solo rallegrarci del costante miglioramento dei vari sistemi di allenamento che nel tempo hanno elevato non solo la prestazione fisica ma anche il rendimento tecnico-tattico; altresì dobbiamo constatare che la maggiore velocità nell’espressione delle giocate ha portato a un incremento e una maggiorazione dell’errore. Maggiore velocità e quindi meno tempo a disposizione nella gestione del comportamento tecnico, associato a uno studio quasi scientifico del comportamento tattico, punto 2, non ha fatto altro che privilegiare la fisicità e il tatticismo; solo autentici fuoriclasse sono riusciti a sopravvivere alla sempre più crescente richiesta di performance atletica. Chi ha più risentito di questa evoluzione è stata la componente giovanile che ha preso come punto di riferimento il modello di prestazione del calcio d’élite. Un rimedio a un calo tecnico potrebbe essere rappresentato da modifiche regolamentari che sono allo studio e che in alcune regioni sono già operative, queste riguardano per esempio lo spazio di fuorigioco, definito all’interno di uno spazio più ridotto (area di rigore e suo prolungamento trasversale fino all’out laterale). Questa modifica permette un maggior spazio tecnico a favore dei giocatori, che possono disporre di tempi maggiori per esprimere le loro giocate.
Elevati tatticismi
Sicuramente una maggiore severità nel giudicare alcuni interventi fallosi può da una parte essere un deterrente all’utilizzo di azioni scorrette, dall’altra favorire giocate fantasiose e ricche di classe.
L’utilizzo del fallo tecnico, i sempre più ridotti tempi di gioco effettivo, spezzettano continuamente le azioni rendendo sempre più prevedibile il gioco che viene così ingabbiato e ingessato all’interno di un copione. Già a livello di squadre giovanili, il calciatore si trova costretto a recitare uno schema, addestrato ad eseguire movimenti tipici del modulo adottato. Gli allenamenti perseguono questo obiettivo, non preoccupandosi di stimolare e promuovere autonomia, fantasia e ricerca della giocata imprevedibile. I giovani calciatori vengono omologati, standardizzati, perdendo quella “sfrontatezza tecnica” e quella gioia tipica del gioco.
L’eccessiva importanza del risultato
Gli interessi che gravitano intorno al calcio-spettacolo sono enormi, il risultato è il tramite che fa oscillare l’impianto mediatico e i proventi che ne derivano verso il club che vince, non importa se si gioca bene e con quale qualità di gioco si ottiene la vittoria. Comportamenti ostruzionistici frenano l’ascesa al bel gioco e ancor più grave è quello che succede a livello giovanile, dove il risultato della partita è il primo se non l’unico obiettivo da raggiungere. I tecnici preferiscono far giocare con maggior continuità ragazzi che seppur scarsi tecnicamente offrono garanzie di successo; la precocità fisica ha il sopravvento su chi dispone di talento. Grinta, agonismo, resistenza fisica, forza, pur rappresentando fattori e valori della prestazione importanti, non possono relegare tecnica, intelligenza di gioco, classe, fantasia a un ruolo subalterno e comprimario, ancor più se il palcoscenico dove si “recita” è fatto di giovani che si devono entusiasmare per una giocata e non deprimersi per un dribbling non riuscito. La paura di sbagliare, la paura di essere giudicati, la paura di non giocare, la paura di perdere, la paura di deludere sono fobie che non devono far parte del mondo dei giovani; nel momento che questo avviene, come nel “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde, si perde la gioventù e quella allegria che i bambini esprimono nel gioco e spesso ci fa emozionare ed esclamare che “così si gioca solo in Paradiso”.
Mancanza di spazi di gioco sui quali esercitarsi
Il miglior apprendimento avviene per prova ed errori, ovvero esercitandosi continuamente e, se questo avviene in un contesto emotivamente e affettivamente forte e ricco di stimoli come il gioco, sicuramente coloro forniti di talento sapranno esprimere in maniera completa le potenzialità di cui sono dotati. Già in altri articoli apparsi su questo Notiziario (p.e. Sport e Talenti di M.Gaburro n°4 – 2005) il problema è stato dibattuto, la stessa UEFA sta promuovendo un ritorno al “calcio di strada” e a tutti i valori che esso esprime, legati tra l’altro ad aspetti non solo tecnici. Sicuramente le giovani generazioni non dispongono di spazi naturali all’interno dei quali “esplodere la loro motricità”, i nostri giovani soffocano in ambienti che, come la Scuola, dovrebbero essere deputati alla formazione e reprimono quella loro naturale esigenza di muoversi e di comunicare attraverso il linguaggio del corpo nel chiuso di un edificio. Siamo tutti concordi nel ritenere come la mancanza di spazi naturali sia una delle cause di un abbassamento della quota tecnica delle nostre generazioni. Un rimedio possibile può essere rappresentato dal ridare quotidianamente ai nostri giovani quella quota di movimento e di gioco necessario a una valida crescita psicofisica; la Scuola, agenzia educativa responsabile della formazione, dovrebbe includere nei propri programmi l’educazione fisica e lo sport come momento prioritario e imprescindibile per una corretta formazione. Allo stesso modo all’interno di vaste aree abitative dovrebbero essere concepiti ampi spazi polisportivi dove i giovani possano liberamente incontrarsi e giocare durante il tempo libero.
Meno tempo disponibile per giocare in forma spontanea
Tempo pieno a scuola, compiti, nuoto, catechismo, pianoforte e chi più ne ha più ne metta, il nostro bambino ricorda molto un piccolo robot o meglio ancora un pacco che si muove in una catena di montaggio, senza emozioni e sentimenti, senza la possibilità di gestire e di organizzare il proprio tempo. Pensate a quante ore di spontanea formazione motoria mancano ai nostri calciatori; nessun bravo allenatore potrà mai sostituire quelle interminabili partitelle disputate sul prato o all’oratorio. Tutto si sta velocizzando, computer, telefonini e attività ludica virtuale riducono e comprimono i tempi e gli spazi a disposizione dei giovani, tutti omologati e già come piccoli adulti vittime di nevrosi. Certamente l’analisi è scoraggiante: i bambini non hanno né tempo da dedicare al gioco, né spazi dove giocare e costruire un impianto motorio prerequisito importante alla formazione tecnica. Noi adulti dovremmo dedicare più tempo alle loro esigenze, investire le nostre risorse per costruire un ambiente a misura di bambino, dando loro i giusti spazi e quegli stimoli adeguati utili ad una sana crescita.
Criteri di selezione che favoriscono gli aspetti fisici
“Gioca molto bene, ma è piccolino”, “non ha futuro”, “rimane basso”, “non cresce”. Sacrificati sull’altare del risultato, che come abbiamo visto nelle fasce giovanili arride maggiormente ai ragazzi che dimostrano una certa precocità fisica, molti giovani smettono di giocare o abbandonano il sogno che anima le loro notti: fare il calciatore. Quanti giovani bravi non sono stati scelti da club più o meno importanti solo perché piccoli di statura o non sufficientemente dotati sul piano fisico. In molti hanno abbandonato, in pochi hanno tenuto duro, attraverso varie peripezie una volta maturati dal punto di vista fisico, sono malgrado tutto riusciti a concretizzare il loro sogno. Un criterio di selezione e di previsione sulle possibilità future di un giovane che gioca a calcio non può essere individuato sulle sole qualità fisiche ma dal “coraggio, l’altruismo, la fantasia”, dall’intimità e complicità che si riesce ad avere col pallone e da quella particolare qualità che lo rende disponibile a trascurare il successo personale ponendo la propria individualità al servizio del collettivo.
Meno spazio nell’allenamento alla formazione tecnica a favore dell’addestramento tattico
Quel poco tempo che i nostri giovani hanno a disposizione per allenarsi viene prevalentemente utilizzato dagli allenatori a favorire l’apprendimento di tattiche e comportamenti da avere durante la partita. La tecnica viene poco e malvolentieri sollecitata, non esistono più i maestri che con il loro esempio entusiasmano i bambini ad apprendere un particolare gesto. Si dà molto più spazio ed importanza all’effettuare al meglio una diagonale che all’eseguire dribbling e finte in una situazione di 1c1. Le più ricorrenti preoccupazioni di un allenatore, anche di settore giovanile, sono quelle della scelta del modulo di gioco da adottare, si sentono già dalla categoria pulcini dei cloni di Capello o Lippi, senza preoccuparsi che il processo di crescita e di formazione tecnica richiede pazienza e anni di lavoro. Dovremmo utilizzare soprattutto con i più giovani attività dove la palla rappresenti l’elemento trainante, non possiamo assolutamente prescindere dal suo utilizzo. La sua costante presenza durante l’allenamento garantisce quella magia e quella gioia che solo un pallone che rotola sa evocare. Dribbling e tiro in porta sono i gesti tecnici che i giovani amano di più, sono questi che guidano e alimentano la fantasia dei giovani calciatori; partiamo dalle loro motivazioni per costruire un itinerario didattico a misura, senza aberrazioni e cervellotiche analisi troppo distanti dal mondo giovanile. Sicuramente l’attività di allenamento deve essere caratterizzata dal gioco. In un clima di forte affettività l’elemento tecnico trova la sua applicazione, l’imprinting risulta efficace e funzionale; i principianti mostrano all’inizio delle competenze approssimative e grossolane, ma le attività nutrite di forte motivazioni garantiscono un costante adattamento a quelle che sono le richieste del gioco. La formazione tecnica si realizza in un contesto dove il regime di rapidità favorisce seppur lenti, continui e apprezzati miglioramenti.
Dimensione e spazi di gioco inadeguati
Enormi passi avanti sono stati fatti in questi ultimi anni, si sono ridotti gli spazi di gioco (5c5, 7c7, 9c9) così come il numero di giocatori e la misura del pallone e delle porte. Questo ha comportato una più efficace sollecitazione tecnica evidenziata dal fatto che il numero di tocchi e contatti con la palla sono complessivamente aumentati, giocando “ridotto” la differenziazione dei ruoli non ha assunto grande rilevanza, si è favorita una maggiore dinamicità tra la fase di possesso e non possesso, sono aumentati i tiri in porta e il numero di dribbling. Restano comunque sacche di resistenza, società che fanno anticipare e preconizzano l’ingresso ad una attività più spiccatamente agonistica dei propri giovani, dove è solo il risultato quello che conta. Questo avviene prevalentemente nell’ultimo anno Esordienti dove si preferisce far partecipare il dodicenne al campionato Giovanissimi. Nella categoria Esordienti la maggior parte delle società preferisce giocare a 11 su campo regolamentare pur avendo la possibilità di giocare a 7, questo fenomeno rappresenta un indicatore di quanto ancora a livello culturale si debba lavorare. Nelle gare a cui assistiamo risulta come lo spazio di gioco appaia inadeguato alle esigenze psicofisiche del calciatore; gli adattamenti che riguardano la componente tecnica privilegiano i passaggi lunghi (con alta percentuale di errore) rispetto al dribbling e al “fraseggio” stretto, con uno score basso di conclusioni a rete per lo più effettuate da lontano con tiri alti impossibili da intercettare dal portiere. Dal punto di vista tattico, nella distribuzione dei ruoli e dei movimenti sul perimetro di gioco si osserva da una parte una occupazione statica dello spazio, dall’altra un disordinato correre in direzione della palla. Risulta evidente come i tecnici, preoccupati del risultato della gara, diano più spazio e possibilità di giocare a ragazzi con un precoce sviluppo fisico.
di Sergio Roticiani - **Allenatore di Base - Preparatore atletico.
Gara senza storia contro l'Andora, una società che ha presentato una compagine formata per lo più da giovanissimi '93 -'94 e quindi sotto il profilo atletico nettamente inferiore alla nostra.
I nostri ragazzi hanno comunque fatto una buona prestazione anche se l'inconsistenza degli avversari li ha agevolati molto.
Il risultato finale di 6 - 0 non lascia spazio a diverse interpretazioni, buona quindi la prestazione di tutti con un cenno particolare per Mammana (voto 7,5) autore di un'ottima prestazione oltrechè di una doppietta.
Tutto il resto della squadra si è impegnato diligentemente, da migliorare ancora sono le ripartenze che potrebbero essere più efficaci .
Da segnalare il primo goal in carriera (sui campi a undici) di Mistretta (6,5) meritato per tutto l'impegno dimostrato finora, buone le prove di Bianco(6,5) e Lovetere(6,5) a centrocampo mentre Losacco(6,5) e Kopasek 6,5) hanno giocato al servizio della squadra.
Pisciotti (6,5)ha svolto con diligenza il proprio compito mentre ottime sono state le prestazioni di Bianchi (7) e Marzolino (7)autori di una gara dalla grande personalità.
Discorso a parte per Sokol (6) spesso impreciso e forse poco tranquillo a causa della mancanza del suo collega di reparto Odasso.
Frezza (6,5) ha avuto una giornata di ferie svolgendo l'ordinaria amministrazione con la solita concentrazione.
Che dire poi dei panchinari, il loro ingresso in campo ha dato una svolta all'incontro se pensiamo che Bova (7) ha segnato una doppietta e Greco (7) ha giocato un'infinità di palloni segnando anche uno splendido goal.
Archiviamo quindi l'inizio di stagione 2006/2007 con la quinta vittoria consecutiva in campionato ( 15 punti - 18 reti segnate e 3 subite) e con la speranza di proseguire questo cammino anche nel prossimo anno.
Auguri a tutti quanti e ci rivediamo nel 2007.
Straordinaria impresa dei nostri giovanissimi provinciali che hanno sconfitto la Loanesi con un secco 4-2 espugnando il loro campo ed effettuando così un clamoroso sorpasso in classifica generale.
Una gara d'altri tempi, giocata in gran parte sotto una pioggia battente e, quindi, su un campo pesantissimo.
I nostri ragazzi sono partiti subito molto bene andando per primi in vantaggio con Mammana. Subito dopo , però, ci sono stati almeno 5 minuti di follia e gli avversari ne hanno approfittato per pareggiare e addirittura ribaltare il risultato.
Un classico colpo da K.O.
Ma la grande voglia di vincere è riapparsa prepotenemente nel secondo tempo, anche grazie ad alcuni accorgimenti tattici voluti dal mister, per cui la situazione è stata ulteriormente ribaltata a nostro favore con il pareggio di Losacco , il vantaggio di Mammana e proprio all'ultimo secondo dopo l'arrembaggio della Loanesi alla ricerca del pareggio , con il 4 goal di Losacco di fronte ad una platea casalinga allibita.
Eccezionale quindi la partita di tutti i ragazzi che hanno interpretato la gara con la massima convinzione e determinazione mettendo in campo tutto ciò che possedevano e dimostrando a tutti le proprie qualità.
Tre nomi su tutti: Mistretta ( voto 8 ) incredibile partita tutta corsa , agonismo e determinazione , con uno spirito da leader e con una grinta eccezionale, un mediano di altri tempi, Mammana ( voto 8 ) giocatore dalle doti tecniche indiscutibili e dalla grande concretezza, due occasioni due reti segnate, nasconde la palla come pochi e i suoi dribbling sono sempre efficaci , Losacco ( voto 8 ) giocatore maturato psicologicamente, dalle giocate imprevedibili e dalla tecnica sopraffina , autore oggi di due reti dalla pregevole fattura e interprete di una gara grintosa e determinata.
Insomma i due gemelli del goal di tanti anni fa , sono tornati prepotentemente alla ribalta, mentre il il nostro centrocampo ha ormai un mediano di grande valore.
Non dimentichiamo comunque gli altri, con un super Frezza (7,5) autore di una gara perfetta nonostante le insidie del terreno scivoloso , un superbo Sokol (7,5) insuperabile centrale difensivo e autore di un paio di inserimenti che hanno terrorizzato gli avversari.
Bene anche Bianchi (7) e Odasso (7) particolarmente impegnati dagli avversari in fase difensiva e piuttosto penalizzati dalle condizioni pesanti del campo.
Buona prestazione di Lo Vetere (6,5) nonostante avesse di fronte il miglior giocatore degli avversari, cosi come produttiva la prestazione di Kopasek (6,5) forse meno incisivo del solito ma sempre pronto a fare da sponda per il rilancio della fase offensiva.
Discorso a parte per Chiaro (6 ) e Pisciotti (6) che hanno giocato una gara difficile piena di insidie contro una squadra molto forte e , spesso, si sono trovati in difficoltà, resta il fatto che anche loro hanno contribuito alla vittoria mettendo in campo tutta la determinazione che possedevano.
L'inserimento di Fiorillo (voto 6,5), nel secondo tempo ha sicuramente riequilibrato l'assetto del centrocampo dando maggiore incisività al gioco, non per niente la nostra squadra ha costruito la vittoria proprio nella seconda frazione di gara.
Tanti complimenti al Mister Biale , quindi, vero fautore di questa squadra e grande lavoratore , serio e determinato.
Il suo esempio, il suo lavoro e la sua professionalità sono sicuramente uno dei motivi della crescita di questa squadra e dei risultati che si stanno verificando.
Infine qualche dato statistico , dopo il passo falso con il Priamar la nostra squadra ha incamerato la quarta vittoria consecutiva in campionato con ben 11 reti segnate e solo 3 subite e la posizione in classifica è quasi al vertice.
Bene!!! ora tocca a voi, mi aspetto una valanga di commenti sempre nel rispetto di tutti , sopratutto degli avversari e della società che noi abbiamo per questa volta, meritatamente, sconfitto.
Forza ragazzi !!!!!!
L' importante vittoria per 3-0 contro la S.Filippo consente alla squadra allenata da Mr. Biale di incamerare 3 punti d'oro per la classifica finale.
Il risultato così netto non rispecchia però l'andamento della gara, che, in realtà è stata molto combattuta ed equilibrata .
La differenza come al solito è stata fatta dalla nostra difesa, impenetrabile, che non ha quasi mai consentito agli avversari di tirare in porta.
Appena sufficiente quindi,la qualità del gioco,con i nostri giocatori poco lineari e troppo individualisti piuttosto che intenti alla ricerca del gioco corale.
I goal sono arrivati quasi sempre in azioni di rimessa mentre le redini del gioco sono state troppo spesso nelle mani dei nostri avversari.
Archiviamo quindi una partita utile solo per il risultato , ma ancora al di sotto delle aspettative per quanto riguarda il gioco.
Individualmente ancora una volta Bianchi (7) merita la palma del migliore in campo insieme a Kopasek (7) autore di una doppietta che forse lo sblocca definitivamente.
Buona come sempre la prestazione di Odasso (6,5) che in difesa è risultato insuperabile, mentre , spostato a centrocampo non è apparso a suo agio.
Positiva anche la prova di Scannapieco (6,5) sempre attento e sicuro .
Il rientro di Calì (6,5) ha dato sostanza ad un centrocampo poco aggressivo con Lovetere (5,5) e Mistretta (5,5) al di sotto del loro standard abituale di forma.
Difficoltosa la prova di Pisciotti (5,5) alle prese con precario equilibrio mentre le due ali, Mammana (6) e Losacco (5,5) ,ben controllati dagli avversari non hanno spinto come avrebbero dovuto.
Ancora una partita senza goal subiti, invece da Frezza (6,5) poco impegnato ma sempre attento e concentrato.
Nel secondo tempo sono avvenute ben cinque sostituzioni e i nuovi entrati hanno subito dimostrato il loro valore con Bova (6,5) autore della terza rete dopo un cucchiaio sprecato pochi minuti prima, e Greco (6,5) molto abile nel contrastare e dettare subito il gioco.
Sokol (6) destinato alla panchina perchè presentatosi in ritardo ha giocato al posto di Odasso in difesa mostrando subito le sue qualità.
Un po' in difficoltà Chiaro (5,5) troppo lento per entrare in partita , mentre Stamerra (6) ha sopperito alla carenza tecnica con la solita grinta e caparbietà.
Due parole sul campo che nonostante la pioggia degli scorsi giorni ha tenuto abbastanza bene, ma è comunque risultato molto pesante e scivoloso.
Prossima gara Borghetto - Loanesi a Loano , coraggio ragazzi !!! Ci aspetta un'altra battaglia.