Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Ecco il programma degli incontri che ci vedranno impegnati nel fine settimana:
1° squadra
CENGIO - BORGHETTO S.S. 1968
CENGIO – campo PINO SALVI
data 2/04/06 – ore 16:00
allievi
SAN FILIPPO NERI ALBENGA - BORGHETTO S.S. 1968
ALBENGA – campo LUSIGNANO
data 2/04/06 - ore 10:30
giovanissimi
SAN FILIPPO NERI ALBENGA - BORGHETTO S.S. 1968
ALBENGA - campo LUSIGNANO
data 1/04/06 - 17.30
esordienti 1° fascia
BORGHETTO S.S. 1968 - ALASSIO AUX S.BERNARDINO
BORGHETTO S.S. – campo CARLO OLIVA
data 1/04/06 - ore 15.30
esordienti 1° fascia
SAVONA CALCIO S.R.L. - BORGHETTO S.S. 1968 sq.B
SAVONA/ZINOLA - campo F.LEVRATTO
data 4/04/06 - ore 18.00
pulcini 1° fascia
BORGHETTO S.S. 1968 - CISANO 2000 sq.B
BORGHETTO S.S. - campo C.OLIVA (a 7)
data 1/04/06 - ore 15.30
FINALE - BORGHETTO S.S. 1968 sq.B
FINALE LIGURE - campo F. BOREL (sintetico)
data 1/04/06 - ore 15.00
pulcini 2° fascia
BORGHETTO S.S. 1968 - ALASSIO AUX S.BERNARDINO
BORGHETTO S.S. – campo MIINO
data 1/04/06 - ore 17.00
pulcini 3° fascia
BORGHETTO S.S. 1968 – VILLANOVESE
BORGHETTO S.S. – campo MIINO
data 1/04/06 - ore 15.30
PRIAMAR - BORGHETTO S.S. 1968 sq.B
SAVONA – campo S.CUORE/LAGASIO
data 4/04/06 - ore 18.00
Per gi addetti ai lavori: Dirigenti, Genitori, Allenatori, Giocatori.
I RISCHI DELLA PERDITA DI MOTIVAZIONI
Cos'è la motivazione nel calcio giovanile? Possiamo contribuire a motivare i nostri giovani calciatori? Osservando l'entusiasmo e la passione con la quale i piccoli calciatori inseguono il pallone, non si capisce come si possa dubitare delle loro motivazioni. A questa età (8 -12 anni) il calcio è ancora "puro" e l'entusiasmo è chiaramente leggibile sul volto di ogni giocatore e nello svolgimento di ogni singola azione. Quindi, per tutti coloro che operano nel calcio giovanile, non sussiste la domanda: "Come motivo i miei giovani calciatori?". Piuttosto il problema è un altro, e cioè quello di conservare l'entusiasmo presente a questa età, e in così larga misura,e di mantenerlo nel corso dell'evoluzione sportiva, superando tutti gli scogli che si porranno di fronte e che, in una certa misura, dipenderanno anche dallo sviluppo dell'età.
A seconda delle fasce d'età, crediamo di poter individuare alcune aree di problematiche che possono influire negativamente sulla motivazione iniziale:
- pressione dell'aspettativa esterna;
- esagerata mentalità orientata al successo e vincoli tattici troppo precoci;
- passaggio allo sport di competizione;
- diverso atteggiamento del giovane nei confronti dell'aspettativa;
- pressione scolastica.
Cerchiamo allora di esaminare ogni singolo problema dando, al contempo, una risposta operativa per risolverlo.
1. Pressione dell'aspettativa esterna
Il primo ostacolo che incontra la motivazione dei nostri piccoli calciatori è rappresentato dagli stessi genitori, spesso altrettanto motivati. Purtroppo si può osservare, sempre più spesso, come genitori troppo ambiziosi seguano le partite dei propri figli non solo con comprensibile interesse, ma anche con una partecipazione emotiva, espressa in commenti ed atteggiamenti, non sempre propriamente oggettiva. Se da un lato i piccoli giocatori sono gratificati dall'interesse dei propri genitori, dall'altro restano delusi dalle loro critiche. Allo scopo di conservare intatta la motivazione dei piccoli atleti, il primo compito dell'allenatore, in questa fase, sarà quello di avere un colloquio tempestivo con i rispettivi genitori.
Soluzione suggerita:
i genitori dovranno essere portati a riconoscere che i ragazzi scendono in campo per dimostrare ciò che sono capaci di fare e non per sentirsi dire, dall'esterno, ciò che non dovrebbero fare.
2. Esagerata mentalità orientata al successo e vincoli tattici precoci
In questa fascia d'età può influire negativamente sulla motivazione l'istaurarsi di una troppo precoce mentalità del successo e le elevate pretese tattiche dell'allenatore nei confronti dei propri giocatori. Proprio nella fase in cui si passa dl campo di dimensioni ridotte al campo regolamentare (con tutte le mutazioni del caso: da 7 a 11 giocatori, regola del fuorigioco, regola del passaggio indietro al portiere etc.) c'è il rischio di chiedere troppo all'intelligenza dei giovani giocatori. Non bisogna sottovalutare, inoltre, che, con l'ampliamento del numero dei componenti della squadra, si verrà ad instaurare una nuova e diversa gerarchia all'interno del gruppo. L'allenatore che, per proprie ambizioni, in questa fascia d'età insistesse nel costruire una difesa impenetrabile partendo dal principio "l'importante è non prendere gol", impedirebbe di fatto lo sviluppo sportivo dei ragazzi togliendo loro il divertimento proprio del gioco del calcio.
Soluzione suggerita:
proprio a questa età è estremamente importante mettere da parte la mentalità orientata solo all'ottenimento del successo. Solo se l'allenatore dà ai suoi giocatori la sensazione di poter commettere anche degli errori, i giovani si attiveranno con maggior divertimento e svilupperanno la creatività necessaria al gioco. In altre parole predominanza dell'aspetto ludico.
3. Passaggio allo sport di competizione
Con l'aumento dell'età, si evidenzia sempre di più una maggiore differenziazione all'interno della squadra, sia relativamente al talento individuale, sia relativamente all'atteggiamento nei confronti delle aspettative da parte di ognuno. Dato che, per ogni anno di nascita, vengono presi più giocatori di quanti poi possano giocare, inevitabilmente alcuni si troveranno più spesso in panchina se non , addirittura, verranno "scartati". Ma lo sviluppo tecnico non si ferma a questa età e occorre considerare che, spesso, dominano, all'inizio, i tipi fisicamente più robusti.
Soluzione suggerita:
se c'è collaborazione tra i due allenatori (colui che passa e colui che prende il giocatore) molti calciatori di potenziale talento non abbandonerebbero l'attività in questa fase. Un allenatore che continui a coltivare il suo ex allievo ed abbia un contatto col nuovo allenatore in questa delicata fase, può risultare di grande aiuto allo sviluppo del talento del giocatore.
4. Diverso atteggiamento dei giovani nei confronti dell'aspettative
Anche i giocatori si evolveranno in maniera marcata sia nelle loro prestazioni, sia rispetto alle aspettative. In questo contesto un "calciatore ludico" si avvia a diventare un giovane calciatore, passando cioè da una concezione dello sport visto come puro passatempo ad una diversa mentalità più competitiva. Inseguendo il successo per sé e per la squadra, il giovane calciatore andrà incontro a nuove aspettative che l'allenatore potrebbe avere difficoltà a soddisfare per intero. Ma se l'allenatore finisse per soddisfare le aspettative solo dei giocatori più competitivi, finirebbe molto presto per demotivare la parte meno competitiva della squadra.
Soluzione suggerita:
accanto alla pura attività sportiva, anche l'esperienza di gruppo svolge, a questa età, un ruolo molto importante. Il senso di appartenenza dei singoli membri della squadra può essere potenziato anche attraverso attività extra allenamento. Creando il senso di gruppo è possibile spingere un giocatore "ludico" ad un maggiore sforzo sportivo mentre il giocatore "ambizioso" svilupperà una maggiore comprensione nei confronti dei suoi compagni di squadra meno motivati.
5. Pressione scolastica
Oltre ai problemi connessi all'incipiente pubertà e alle difficoltà fisiche di quei giocatori, non ancora così robusti nonostante il talento e la buona volontà e che, quindi, rivelano problemi nell'adattarsi ad un tipo di gioco più dinamico, si aggiungono adesso le maggiori esigenze legate al proseguimento degli studi. Giovani calciatori, magari "stressati" dalla scuola, trovandosi in una fase formativa, reagiscono facilmente nella attività sportiva con atteggiamenti di menefreghismo. Proprio allora è necessaria una enorme, raffinata sensibilità da parte del tecnico che dovrà muoversi tra le aumentate esigenze di successo della squadra e la disponibilità temporaneamente ridotta del calciatore. Un giovane gravato da insuccessi in ambito scolastico reagisce alle critiche tecniche in una maniera più suscettibile rispetto ad altri.
Soluzione suggerita:
a tali giocatori va rivolta un'attenzione particolare e, pur mantenendo tutta la risolutezza dei propri propositi per quanto riguarda l' organizzazione dell'allenamento,si dovrebbe cercare di non distanziare troppo i due estremi rappresentati dalle esigenze sportive del gioco e dal divertimento puro e semplice. Non occorre cioè rispondere con atteggiamenti autoritari a quelli che possono essere atteggiamenti impudenti o provocatori che restano occasionali.
Autore: Klaus Wersching*
*Rivista: lallenatore 01/2002
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