Il sito ufficiale dell'F.B.C. Borghetto 1968
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Di Pino Romeo (del 04/09/2010 @ 11:25:00, in Angolo tecnico, linkato 3 volte)

NELLA FABBRICA DEI RAGAZZI CAMPIONI DI TUTTO

Fonte: La Repubblica - Autore: Marco Mathieu

Oltre che un pallone. Il futuro sarà la palazzina in costruzione all'interno della Ciutat Esportiva, pochi chilometri fuori Barcellona. Il presente è questa casa con vista stadio, nel senso di Camp Nou, e cartellone dello sponsor che sovrasta l'ingresso con le facce dei campioni di tutto: "Siamo attaccanti che difendono, siamo difensori che attaccano". Appunto.

"Ospitiamo 60 ragazzi tra gli 11 e i 18 anni", riassume Carles Folguera, 41 anni e da 8 direttore della Masia.

Dove le giornate sono scandite da orari che differiscono a seconda dell'età, ma il ritmo di base suona così: "Sveglia alle sette, colazione, e alle otto tutti a scuola, fino all'una e mezza. Pranzo, riposo, compiti e studio. A seguire, allenamenti. Poi cena e un paio d'ore di svago. Alle undici, luci spente". Folguera, laurea in pedagogia e un passato da portiere del Barça versione hockey su pista, spiega: "Il club intravede il talento di questi ragazzi, a noi tocca prenderci cura dell'aspetto psicologico e sociale: siamo la loro famiglia".

Insieme a lui, Ruben e Ricard, professori che seguono gli aspiranti campioni nello studio; poi un medico e l'educatore che organizza le attività nei pochi giorni liberi. E ancora: due cuochi, sette persone di servizio e l'addetto alla vigilanza che garantiscono pasti, pulizie e sicurezza della casa. A fare da mamma, Josefina Brazales, 47 anni, responsabile del personale. Perché tra i problemi c'è "la distanza dalle famiglie. E il fatto che nelle squadre in cui giocavano erano al centro delle attenzioni, mentre qui sono alla pari degli altri. Emergono le insicurezze". Risolverle, superarle: i primi passi per inseguire il sogno.

Quello di Leo Messi, per esempio, il miglior giocatore del mondo, Pallone d'Oro e Fifa World Player 2009, il top di una squadra che ha vinto sei trofei in una stagione. Importato a undici anni dall'Argentina con la crescita compromessa da un deficit ormonale che la famiglia non poteva di permettersi di curare. "Era timido e riservato, ma si faceva volere bene da tutti", ricorda Folguera. "A scuola non andava bene, ma fino ai 16 anni ha studiato". Sul campo era già un fenomeno e le cure pagate dal club fecero il resto, regalando al calcio una stella. Poi Iniesta, che è iscritto alla facoltà di Psicologia e intanto fa girare la squadra con Xavi, anche lui passato da qui, certo. E Bojan che viene a studiare inglese.

Ma ci sono anche le espulsioni, "per mancato rispetto delle regole". Già, le regole. "Fino ai 18 anni sono vietati piercing, tatuaggi e capelli colorati". Altro che Balotelli. "Devono imparare l'uguaglianza e il rispetto, per distinguersi contano solo le capacità sportive". Alcool bandito, niente telefonini a tavola. E il sesso è argomento da affrontare con l'aiuto psicologico, se serve. "L'obiettivo è accompagnare questi ragazzi verso l'esordio nel Barça, ma sappiamo che pochissimi ce la possono fare: dobbiamo educarli comunque alla vita".

Secondo i valori blaugrana: buone maniere e lealtà. "Insegniamo loro che si può diventare campioni rimanendo umili". Poi ci sono quelli che non ce la fanno. "Un ragazzo senegalese fino ai sedici anni era il più bravo, giocava da attaccante ed era il miglior amico di Bojan. Ma non migliorava più e finì in panchina". Bojan titolare, lui a casa: finita la rincorsa al sogno. "La sera in cui gli fu detto piangemmo tutti, il ragazzo tornò dalla sua famiglia ad Almeria, oggi gioca in un campionato minore". Succede a tanti, ogni anno. Scarti della fabbrica dei campioni. "La prima squadra oggi è composta al 50% da calciatori cresciuti nella cantera, il 35% vengono da Spagna ed Europa, il 15% è costituito da top player".

Albert Capellas, coordinatore tecnico del futbol base, ritorna ai numeri. Alla programmazione. "Vogliamo portare al 60% quelli dal vivaio, riducendo il numero di giocatori acquistati da altre squadre". E, sulla selezione dei più piccoli. "Privilegiamo quelli di Barcellona che possono vivere e crescere con le famiglie. Poi i catalani e solo dopo la ricerca si estende alla Spagna, al mondo".

Il resto è organizzazione, centralizzata. "Gli allenatori delle giovanili sono tenuti a seguire il programma che gli forniamo noi", dice Capellas. Noi sta per una specie di comitato centrale del calcio in provetta: direttore generale (Txiki Beguiristain), allenatore della prima squadra (Pep Guardiola) e direttore della cantera (José Alexanco), non a caso ex-compagni del dream team che vinse quattro campionati consecutivi e la prima Coppa dei Campioni tra il '90 e il '93, con Johan Cruyff in panchina. "Tutte le nostre squadre giocano con il 4-3-3, ma quel che conta di più è lo stile". Ovvero? "I ragazzi devono imparare a prendersi la responsabilità tecnica e caratteriale di toccare la palla e costruire il gioco, interpretando il calcio in modo creativo e offensivo".

Chi ce la fa, dopo la trafila passa al Barça Athletic. La seconda squadra che gioca nel Mini Estadi, dove i commenti dei tifosi rimbalzano giù dalle vecchie gradinate fin dentro il prato con lo stemma del Barça tatuato a colori sull'erba. Niente nomi sulle schiene dei giocatori - numeri da 1 a 11 - che in partita mettono in pratica i comandamenti: rispetto del compagno, delle distanze e dell'avversario. Si gioca a uno, due tocchi. Triangoli, tagli e accelerazioni, buona tecnica. E sempre all'attacco. Sullo sfondo, la sagoma del Camp Nou. Sogno e punto d'arrivo. Il Barça, campione di tutto.

L'Autore - Marco Mathieu, giornalista

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Di Fabrizio Losacco (del 28/08/2010 @ 13:11:05, in Prima squadra, linkato 23 volte)

Il giorno 30 agosto 2010 alle ore 20,00 presso lo stadio “C. Oliva  di Borghetto s.s. inizierà la preparazione della prima squadra. Agli ordini del nuovo allenatore , sig. GARRIONE Claudio ci saranno una parte dei giocatori dello scorso anno oltre a  nuovi innesti provenienti da altre società. La rosa si è sicuramente rinforzata ma soprattutto ringiovanita grazie agli arrivi dei seguenti giocatori: 

Paolo Balbi (’90 provenienza Ceriale Cisano)

Leocadia Matteo (’90 provenienza Loano) 

Pollio Tiziano (‘89 provenienza Ceriale Cisano) 

Sciutto Matteo (’89 provenienza Ceriale Cisano) 

Tasso Daniele (’90 provenienza Finale)

Bendtson Nikolaj (’92 provenienza Ceriale Cisano)

Considerando i tre giovani già in rosa lo scorso anno e confermati per la prossima stagione ( Sansone Manuel ’92 – Losacco Emanuele ’92 – Frezza Kristian ’93) si possono contare ben 9 giocatori su 24 sotto i ventuno anni.

Altre novità sono il portiere VASSALLO Roberto ( provenienza  Albenga) e l’attaccante di esperienza ZIRANO MIrko ( provenienza Spotorno) 

Il resto della rosa prevede la conferma dei seguenti giocatori , già presenti lo scorso anno: ANGELUCCI Paolo, BARRETTA Cristian, BORRELLO Marco, FRANCO Andrea, LETTERA Frederic , MILITO Maurizio, MOLLI Giampietro, MUSCIO Stefano, NAN Fabio, PALLI Giorgio, PRIMOCERI Stefano, RUGGERI Alessio, VIGLIERCIO Luca. 

Primo impegno ufficiale il 6 settembre  per la Coppa Liguria presso il campo di Lusignano contro la squadra della San Filippo Neri.

 

 

 

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Di Alterego (del 05/06/2010 @ 23:01:49, in Esordienti 1° fascia, linkato 84 volte)

Gli Esordienti '98 portano a casa una "Coppa Levo" costruita giorno dopo giorno con l'impegno, il lavoro di allargamento della rosa, la voglia, la tecnica e il sudore.

La finalissima di Zinola ci mette di fronte il Savona e l'Albissole. Il primo match, il derby savonese, finisce in parità.

Noi ci imponiamo sui Savonesi per 1-0, con una rete che premia la caparbia azione di Vincenzo Prinzi, mostrando forza, tecnica e gioco corale; lasciamo tirare solo da lontanissimo, non corriamo il benchè minimo pericolo, costruiamo qualche altra buona azione.

L'Albissole ha una tempra diversa, e giovatasi del turno di riposo ci mette sotto pressione, anche se il primo pericolo lo corrono loro, per una incursione Guarisco-Gasco. Su un calcio d'angolo, però, perdiamo la marcatura e incassiamo un evitabile goal di testa. 0-1. Penseresti che il caldo, la stanchezza, il fine stagione, abbiano ormai consumato le riserve dei ragazzi, e invece no. La reazione arriva subito, e iniziamo a macinare il nostro solito gioco. Creiamo diverse occasioni e finiamo col pareggiare ancora con Prinzi, goleador di giornata. Finisce 1-1, e con una vittoria ed un pareggio, pur in assenza di una vera e propria classifica, non togliamo nulla a nessuno definendoci vincitori...

I ragazzi "Champions": Ascoli, Calabrese, Corrado, Dotta, Gallo, Gasco, Guarisco, Marexiano, Mazzotta, Monleone, Pianese, Prinzi, Romano e Taku. Allenatore Miotti. - Ah... comunque... We are the CHAMPIONS!!!

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Di Alterego (del 09/05/2010 @ 22:39:01, in Esordienti 1° fascia, linkato 116 volte)

Prova davvero molto soddisfacente degli Esordienti ’98 nel prestigioso “Memorial Geloso”, torneo di buon livello a undici giocatori, ad Alessandria. Il gioco è ottimo fino alla tre quarti, e la fatica ad andare in profondità rappresenta solo una tappa nel percorso di crescita di questa bellissima squadra. Pur senza segnare ci qualifichiamo nel gironcino del mattino, ed arriviamo grazie ai penalty in finale, dove facciamo un po’ di più degli avversari, ma ci inchiniamo stavolta ai più efficaci rigoristi del Casale. Sugli scudi Gallo e Taku.

Il primo match del mattino è contro i padroni di casa del Don Bosco “B”. Giochiamo con Marinelli; Marexiano, Calabrese e Corrado; Guarisco, Pianese, Cerami, Gasco (99) e Taku; Monleone e Prinzi. In panchina Gallo, Mazzotta (99), Romano ed Ascoli. Uno spettacolare 3-5-2. Il tempo singolo di breve durata costringe a sparare tutto subito, rinunciando al nostro calcio “ragionato”, fatto di possesso palla e paziente individuazione del lato debole dell’avversario. Eppure abbiamo tre nitide occasioni da goal, che Prinzi e Monleone purtroppo non riescono a concretizzare. Finisce 0-0.

Anche la seconda partita contro il Vado termina 0-0, ma in questo caso la nostra superiorità di palleggio e gioco corale palla a terra è meno vistosa, e infatti non produce buone opportunità, ed il pareggio, per quanto stiracchiato, è un risultato che si può considerare giusto. Ci qualifichiamo come secondi del girone, grazie alla vittoria del Vado sul Don Bosco, in quanto la quarta squadra ha dato forfeit.

Dopo la pausa pranzo incontriamo il Don Bosco “A”, e pur giocando nuovamente meglio degli avversari, troviamo seria difficoltà a giungere al tiro. Siamo passati al 3-4-3 con Ascoli punta centrale. Il fatto di non sparacchiare mai via il pallone ha le sue piccole controindicazioni. Il meccanismo della rotazione palla a centrocampo, nel gioco ad undici a tutta larghezza-campo, è ancora in rodaggio. I centrali stanno imparando a cercarsi a distanze maggiori, gli attaccanti a dare sponda e ripartenza, gli esterni devono sdoppiarsi tra copertura e spinta. Taku, autore di un torneo ad altissimi livelli, sceglie con cura la qualità delle sue incursioni, facendo anche grande attenzione alla fase di non possesso. Guarisco parte sempre, ma arriva di rado, lasciando spesso campo all’avversario e dovendolo poi inseguire, così sfiancandosi: il campo intero è LUNGO! Equilibri da mettere a punto. Abbiamo un paio di occasioni non nitide, e nella seconda parte teniamo a lungo nella loro area gli avversari, ma non facciamo goal. Passiamo ai rigori, grazie a Gallo, Pianese, Guarisco e Prinzi.

Tocca poi al San Domenico Savio, nostra vecchia conoscenza. Il match è una fotocopia del precedente, per andamento e risultato. Eccellente la fase difensiva, con Calabrese impiegato nella marcatura del prestante e tecnico attaccante centrale avversario, che vincerà infatti il premio del miglior bomber. Non rischiamo nulla in difesa, non produciamo moltissimo in attacco: sfioriamo però la rete con un missile di Prinzi che coglie traversa, riga e traversa, per poi cascare tra le braccia del portiere. Sono di nuovo i rigori a portarci in finale, grazie agli stessi giocatori della partita precedente.

E’ vero, non siamo riusciti a fare nemmeno un goal su azione, ma la durata esigua dei tempi di gioco ha prevalso sulla nostra caratteristica, quella di entrare in partita poco a poco e di giocare di pazienza… Resta la tranquillità dovuta al fatto che in ogni singolo match abbiamo legittimato, con un gioco ordinato ed efficace almeno fino alla tre quarti, il nostro percorso.

L’avversaria in finale è il quotato Casale, che ha viceversa vinto abbastanza facilmente i propri incontri, dimostrandosi competitivo, e capace di giocare “a calcio”, un po’ come lo intendiamo noi: movimento senza palla, ordine nelle posizioni, passaggi "in luce" e rasoterra, opzioni di scarico pulite, e così via. Davvero bravi. Ma dopo un avvio combattuto, in cui i neri Piemontesi riescono ad impegnarci sul loro fronte offensivo sinistro, pur senza rendersi minacciosi, alziamo benissimo il nostro baricentro, e chiudiamo il Casale a lungo nella sua tre quarti, arrivando vicinissimi a liberarci al tiro pericolosamente. Non riusciamo a fare goal, e andiamo di nuovo ai penalty. Questa volta ci va male, per un paio di errori cui gli avversari rispondono con esecuzioni pressoché perfette. Non avremmo rubato nulla, anzi, ma va benissimo così.

Le pagelle: Marinelli 6,5 (pochissimo impegnato, qualche uscita bassa); Marexiano 7 (giocando a undici limita le sortite, ma chiude tutti i varchi); Corrado 6 (non è in un gran momento, rema e boccheggia: passerà); Calabrese 7 (stilisticamente “originale”, ma davvero volitivo ed efficace); Mazzotta 7 (non soffre nemmeno con atleti di un anno e dieci chili superiori); Guarisco 6 (“Trottolino” sembra un po’ in fase calante, salvo che per la “grinta” specialmente verbale…); Cerami 6 (di incoraggiamento: ne azzecca poche); Pianese 6,5 (si vede che si impegna per far correre la palla: esiti altalenanti); Gasco 7 (bravissimo, gioca tranquillamente sottoleva in un centrocampo infuocato); Taku 7,5 (fa tutto davvero benissimo); Romano 6,5 (la clava è in ordine, ora bisogna rilucidare il fioretto); Prinzi 7 (si rende pericoloso anche quando non è assistito, rompe la traversa, segna i rigori. Bene); Monleone 6 (acciaccato già in partenza, si batte bene, prende botte ma zero punizioni a favore: però non si rende quasi mai pericoloso); Ascoli 6 (di incoraggiamento, ma il campo a undici è un banco di prova davvero duro); Gallo 7 (para rigori, segna rigori, vince il premio come miglior portiere).

Allenatore Miotti 7 (se il finale di stagione serve a portare gradatamente i ragazzi “dentro” il gioco a undici, oggi dimostra di essere pienamente all’altezza del compito. Mal consigliato cambia un rigorista in finale: peccato, ma il gioco corale più nitido è risultato il nostro) .

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Di Alterego (del 06/05/2010 @ 22:19:51, in Esordienti 1° fascia, linkato 106 volte)

…Martin perse la cappa, gli Esordienti ’98 giocheranno il loro destino per un punto di differenza, dopo l’ultima partita del gironcino di Coppa Levo. A Lusignano troviamo un pari con una gagliarda San Filippo, riuscendo ad esprimerci solo a sprazzi: 2-2 il computo dei tempi, mentre perdiamo 2-3 in quanto a goals.

Le formazioni. Borghetto: Marinelli, Marexiano e Corrado; Guarisco, Cerami, Pianese e Taku; Monleone e Prinzi. In panchina Dotta, Calabrese, Romano e Gallo.

San Filippo: Piccinino; Lala, Todaro e Selvaggio; Alizeri, Longo e Ottonello; Di Palo e Isabella. In panchina: Caccia, Ferrara e Tesoro.

La squadra ha ben chiara l’importanza del match, e parte sparata, con un’azione Taku-Monleone-Prinzi conclusa dal bomber con un buon tiro, ben parato da Piccinino. Nemmeno il tempo di rimettersi a posto ed osserviamo a centrocampo una azione manovrata della San Filippo, da cui scaturisce un’incursione e un tiro imparabile. 0-1. I ragazzi non mollano, riprendono a giocare come niente fosse, e pur senza brillare particolarmente, sfiorano subito il pari con un palo colto da Guarisco. Il pareggio arriva presto con una bella azione: Guarisco trova un varco tagliando al centro, e pesca Prinzi in corridoio… il pallonetto sull’uscita del portiere si infila in rete. I giallorossi provano a costruire, ma trovano una buona fase di non possesso nostra, e subiscono almeno tre contropiede pericolosi, prima di farsi vivi con un tiro-cross che coglie il palo esterno. In chiusura di tempo un nostro clamoroso contropiede quattro contro due viene gestito maluccio dai ragazzi, e il tiro è altissimo sulla traversa. Finisce 1-1.

Subentrano Dotta, Calabrese e Romano. I padroni di casa sembrano un po’ a corto di energie, e noi cerchiamo di aspettarli, dal momento che non riusciamo a costruire la nostra solita manovra palla a terra. Il giochino funziona a metà, perché la San Filippo si è forse un po’ intimidita a causa del nostro dominio nel primo parziale, e si arrocca un po’ di più senza lasciarci partire in contropiede. La nostra leggerissima supremazia viene concretizzata ancora da Vincenzo Prinzi, lestissimo a raccogliere la respinta su un tiro da lontano di Romano. L’unico squillo degli Ingauni è un bel tiro che Dotta devia in angolo con uno splendido tuffo: l’arbitro fischia comunque il fuorigioco. Finisce 1-0 per noi.

I ragazzi sentono forse troppo la responsabilità del terzo punto da portare a casa “ad ogni costo”, si disuniscono, perdono le distanze e il movimento senza palla. Affiora un po’ di nervosismo, qualche colpetto proibito. La San Filippo invece prende coraggio, gioca meglio e giustamente passa in vantaggio con un ottimo colpo di testa sugli sviluppi di una punizione dal limite. La nostra reazione è ottima, ma si fa un po’ di confusione a centrocampo, dove il cambio di modulo in corsa (3-3-2 con spostamento a destra di Cerami) ci complica un po’ le idee. Ciononostante sfioriamo il pari con una grande occasione che Prinzi non riesce a concretizzare perché il portiere compie un mezzo miracolo in uscita. I ragazzi faticano ma ci credono, ma vengono poi castigati col classico goal della domenica: un rinvio sparacchiato dalla difesa finisce nella zona di Ferrara che non ci pensa su e colpisce al volo, mandando la palla esattamente nell’angolino. Finisce così, 0-2.

Non si è certo visto il Borghetto esaltante di alcuni momenti della Coppa Levo, ma non abbiamo giocato male… un senso di incompiuto però rimane, perché con un pizzico di convinzione e compattezza in più si poteva portare via il punto anche nel terzo tempo. Non si può sempre essere perfetti. Chiudiamo il gironcino con 11 punti conquistati sul campo: la nostra media di giocatori utilizzati (13,4) comporta una penalità di 4 punti, che ci portano ad un totale di 7. Vedremo: chi avrà fatto meglio di noi si qualificherà con i nostri applausi.

Le pagelle: Marinelli – 6 (incolpevole sul goal, gestisce bene l’ordinaria amministrazione, ma deve chiamare di più la palla); Marexiano – 7 (cancella dal campo tutto e tutti, coi suoi raddoppi e recuperi, sale appena può); Corrado – 6,5 (si riprende dalla bambola di Loano, sbaglia poco); Guarisco – 6,5 (si lascia risucchiare verso il centro… non è l’Andrea del campionato); Cerami – 6 (dà il suo contributo, ma nella mischia il suo deficit atletico si sente… poco avvezzo alla fascia ma ci prova); Pianese - 6 (il solito Elia che ci prova sempre, ma non trova i tempi giusti del passaggio); Taku – 6,5 (messo a dura prova dall’avversario, scintille comprese, resta più sterile del solito); Prinzi – 7 (sa utilizzare il lavoro oscuro del partner, e fa due goal, sfiorandone un terzo); Monleone - 6 (fa movimento, lotta e sponde, ma non riesce a tirare in porta, complice una botta al ginocchio in apertura);

Dotta - 6 (gioca con la febbre, ma non si vede); Calabrese - 6 (ci mette tutto il suo repertorio di grinta, fisico, decisione, ma il suo uomo segna due reti); Romano – 6 (sbaglia qualche palla di troppo); Gallo – 6 (incassa due reti senza colpe specifiche, ma si vede che non è ancora lui).

Allen. Miotti – 7 – Sfiora l’impresa di tenere in corsa la squadra, con l’en plein di punteggio, Loano esclusa. La squadra cede impercettibilmente nel terzo tempo, e lui non ha modo di evitarlo. Ora si vedrà se il progetto “rosa ampia” pagherà. Se lo meriterebbe proprio.

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Di Fabrizio Losacco (del 26/04/2010 @ 22:30:39, in Prima squadra, linkato 88 volte)
Pesante sconfitta per la nostra squadra sul campo sanremese della Carlin's Boys.  I nostri ragazzi, mai entrati in partita,  hanno giocato probabilmente la peggiore gara della stagione subendo un passivo di cinque reti a zero e abbandonando così in maniera definitiva i residui sogni di gloria e promozione.  La gara è parsa subito difficile , i nostri avversari erano sicuramente più convinti  mentre la nostra squadra sembrava stranamente timorosa e poco concentrata.  La classica giornata storta , per certi versi  inspiegabile, che purtroppo è andata a coincidere con la gara più importante della stagione.  Peccato......Certamente sono cose che capitano e sulle quali non rimane molto da dire. Ora rimane la magra consolazione della finalina per il terzo posto che si giocherà venerdi sera allo stadio "Oliva" di Borghetto s.s. contro la formazione del Dolcedo.
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Di Antonio Bianco (del 24/04/2010 @ 21:55:06, in Giovanissimi Provinciali, linkato 87 volte)
Di scena oggi al Carlo Oliva, la semifinale del campionato provinciale cat. Giovanissimi, di fronte i nostri ragazzi e i pari categoria del Finale; le due squadre arrivano a questo obbiettivo con percorsi diversi, il Finale vincendo il loro girone di qualificazione e poi eliminando l'Albenga nei quarti di finale peraltro con qualche difficoltà, ed il Borghetto piazzato al secondo posto del proprio girone, vinto dal Pontelungo, e poi facilmente vittorioso nel quarto di finale con il Celle 8-2 all'andata e 2-0 al ritorno. Ci sono quindi le premesse per un partita di andata molto equilibrata, il mister Biale schiera il solito 4-4-2 inserendo nei titolari ben 3 ragazzi classe 1996 che diventeranno 5 dopo pochi minuti di gara per gli infortuni di Briozzo e Dahmani, partono subito forte i granata e fin dalle prime battute sfoggiano un gioco corale fatto di tanta collaborazione e palla a terra, dalla sponda Finalese si evince una certa difficoltà a creare gioco e a tenere lontani dalla propria area di rigore gli avversari rischiando molto con una difesa in continua ricerca di mettere in fuorigioco gli avanti granata, tattica punita dai ragazzi di Biale che con Giammanco schierato punta centrale imbeccato dai centrocampisti in giornata di grazia centra per ben 3 volte il bersaglio; i tentativi dei ragazzi del mister Porzio di rientrare in partita non danno i risultati sperati, ma un generoso rigore concesso dall'arbitro da l'occasione al Finale di ridurre le distanze, ma viene calciato fuori, i ragazzi del Borghetto riprendono in mano le redini del gioco creando ancora diverse occasioni che portano al meritato quarto gol a firma di Daiku con un bel colpo di testa.
Quattro a zero quindi il risultato finale per i nostri ragazzi, risultato che potrebbe essere stato anche più rotondo sia per le occasioni create sia per la qualità del gioco che i granata oggi hanno messo in campo; una nota di plauso certamente ai ragazzi, ma anche al mister Biale Marco che non hai mai mollato un allenamento durante la stagione anche quando i ragazzi presenti erano solo 4 o 5, al mister dei Giovanissimi 96 Fruzzetti Guido per la piena disponibilità prestata, si stanno raccogliendo i frutti di un lavoro a 360 gradi, tra i ragazzi di squadre diverse provenienti dalla collaborazione dei due settori giovanili FBC Borghetto 1968 e Cerialecisano.
Godiamoci questa vittoria soprattutto per come è stata costruita, e prepariamoci per il ritorno che richiederà certamente molto impegno ed umiltà.



giovanissimi provinciali 95-96
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