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Il calcio è “di rigore”…
Di Alterego (del 09/05/2010 @ 22:39:01, in Esordienti 1° fascia, linkato 116 volte)

Prova davvero molto soddisfacente degli Esordienti ’98 nel prestigioso “Memorial Geloso”, torneo di buon livello a undici giocatori, ad Alessandria. Il gioco è ottimo fino alla tre quarti, e la fatica ad andare in profondità rappresenta solo una tappa nel percorso di crescita di questa bellissima squadra. Pur senza segnare ci qualifichiamo nel gironcino del mattino, ed arriviamo grazie ai penalty in finale, dove facciamo un po’ di più degli avversari, ma ci inchiniamo stavolta ai più efficaci rigoristi del Casale. Sugli scudi Gallo e Taku.

Il primo match del mattino è contro i padroni di casa del Don Bosco “B”. Giochiamo con Marinelli; Marexiano, Calabrese e Corrado; Guarisco, Pianese, Cerami, Gasco (99) e Taku; Monleone e Prinzi. In panchina Gallo, Mazzotta (99), Romano ed Ascoli. Uno spettacolare 3-5-2. Il tempo singolo di breve durata costringe a sparare tutto subito, rinunciando al nostro calcio “ragionato”, fatto di possesso palla e paziente individuazione del lato debole dell’avversario. Eppure abbiamo tre nitide occasioni da goal, che Prinzi e Monleone purtroppo non riescono a concretizzare. Finisce 0-0.

Anche la seconda partita contro il Vado termina 0-0, ma in questo caso la nostra superiorità di palleggio e gioco corale palla a terra è meno vistosa, e infatti non produce buone opportunità, ed il pareggio, per quanto stiracchiato, è un risultato che si può considerare giusto. Ci qualifichiamo come secondi del girone, grazie alla vittoria del Vado sul Don Bosco, in quanto la quarta squadra ha dato forfeit.

Dopo la pausa pranzo incontriamo il Don Bosco “A”, e pur giocando nuovamente meglio degli avversari, troviamo seria difficoltà a giungere al tiro. Siamo passati al 3-4-3 con Ascoli punta centrale. Il fatto di non sparacchiare mai via il pallone ha le sue piccole controindicazioni. Il meccanismo della rotazione palla a centrocampo, nel gioco ad undici a tutta larghezza-campo, è ancora in rodaggio. I centrali stanno imparando a cercarsi a distanze maggiori, gli attaccanti a dare sponda e ripartenza, gli esterni devono sdoppiarsi tra copertura e spinta. Taku, autore di un torneo ad altissimi livelli, sceglie con cura la qualità delle sue incursioni, facendo anche grande attenzione alla fase di non possesso. Guarisco parte sempre, ma arriva di rado, lasciando spesso campo all’avversario e dovendolo poi inseguire, così sfiancandosi: il campo intero è LUNGO! Equilibri da mettere a punto. Abbiamo un paio di occasioni non nitide, e nella seconda parte teniamo a lungo nella loro area gli avversari, ma non facciamo goal. Passiamo ai rigori, grazie a Gallo, Pianese, Guarisco e Prinzi.

Tocca poi al San Domenico Savio, nostra vecchia conoscenza. Il match è una fotocopia del precedente, per andamento e risultato. Eccellente la fase difensiva, con Calabrese impiegato nella marcatura del prestante e tecnico attaccante centrale avversario, che vincerà infatti il premio del miglior bomber. Non rischiamo nulla in difesa, non produciamo moltissimo in attacco: sfioriamo però la rete con un missile di Prinzi che coglie traversa, riga e traversa, per poi cascare tra le braccia del portiere. Sono di nuovo i rigori a portarci in finale, grazie agli stessi giocatori della partita precedente.

E’ vero, non siamo riusciti a fare nemmeno un goal su azione, ma la durata esigua dei tempi di gioco ha prevalso sulla nostra caratteristica, quella di entrare in partita poco a poco e di giocare di pazienza… Resta la tranquillità dovuta al fatto che in ogni singolo match abbiamo legittimato, con un gioco ordinato ed efficace almeno fino alla tre quarti, il nostro percorso.

L’avversaria in finale è il quotato Casale, che ha viceversa vinto abbastanza facilmente i propri incontri, dimostrandosi competitivo, e capace di giocare “a calcio”, un po’ come lo intendiamo noi: movimento senza palla, ordine nelle posizioni, passaggi "in luce" e rasoterra, opzioni di scarico pulite, e così via. Davvero bravi. Ma dopo un avvio combattuto, in cui i neri Piemontesi riescono ad impegnarci sul loro fronte offensivo sinistro, pur senza rendersi minacciosi, alziamo benissimo il nostro baricentro, e chiudiamo il Casale a lungo nella sua tre quarti, arrivando vicinissimi a liberarci al tiro pericolosamente. Non riusciamo a fare goal, e andiamo di nuovo ai penalty. Questa volta ci va male, per un paio di errori cui gli avversari rispondono con esecuzioni pressoché perfette. Non avremmo rubato nulla, anzi, ma va benissimo così.

Le pagelle: Marinelli 6,5 (pochissimo impegnato, qualche uscita bassa); Marexiano 7 (giocando a undici limita le sortite, ma chiude tutti i varchi); Corrado 6 (non è in un gran momento, rema e boccheggia: passerà); Calabrese 7 (stilisticamente “originale”, ma davvero volitivo ed efficace); Mazzotta 7 (non soffre nemmeno con atleti di un anno e dieci chili superiori); Guarisco 6 (“Trottolino” sembra un po’ in fase calante, salvo che per la “grinta” specialmente verbale…); Cerami 6 (di incoraggiamento: ne azzecca poche); Pianese 6,5 (si vede che si impegna per far correre la palla: esiti altalenanti); Gasco 7 (bravissimo, gioca tranquillamente sottoleva in un centrocampo infuocato); Taku 7,5 (fa tutto davvero benissimo); Romano 6,5 (la clava è in ordine, ora bisogna rilucidare il fioretto); Prinzi 7 (si rende pericoloso anche quando non è assistito, rompe la traversa, segna i rigori. Bene); Monleone 6 (acciaccato già in partenza, si batte bene, prende botte ma zero punizioni a favore: però non si rende quasi mai pericoloso); Ascoli 6 (di incoraggiamento, ma il campo a undici è un banco di prova davvero duro); Gallo 7 (para rigori, segna rigori, vince il premio come miglior portiere).

Allenatore Miotti 7 (se il finale di stagione serve a portare gradatamente i ragazzi “dentro” il gioco a undici, oggi dimostra di essere pienamente all’altezza del compito. Mal consigliato cambia un rigorista in finale: peccato, ma il gioco corale più nitido è risultato il nostro) .